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Marco Scocchi, direttore tecnico del Servizio di fisiokinesiterapia di Villa Montallegro, è tra i relatori del 45° Congresso Nazionale SIMFER , Società Italiana Medicina Fisica Riabilitativa, in corso a Genova ai Magazzini del Cotone. Il Congresso è tornato a Genova dopo 25 anni: si tenne, nella stessa sede, nel 1992 durante le celebrazioni colombiane.
I temi del Congresso, oltre al rinnovo delle cariche sociali, sono Ri-abilitazione e disabilità attraverso il ciclo della vita ("life span") e Farmaci e innovazione tecnologica.
Nella sua relazione, svolta oggi, il dottor Scocchi tratta di “Stimolazione periferica: un supporto al trattamento del dolore muscoloscheletrico e alla riabilitazione”.
Pubblichiamo l'abstract della sua relazione




Stimolazione periferica: un supporto al trattamento del dolore muscoloscheletrico e alla riabilitazione

Il dolore muscoloscheletrico è fra le prime cause di accesso alle prestazioni sanitarie con rilevante impatto socio-sanitario. Benchè si tratti di un fatto ben noto, sottolineo che, su una popolazione di oltre 56 Milioni di persone residenti, il Servizio Sanitario Britannico1 riporta (dati 2011) il riconoscimento di 200 quadri clinici che colpiscono il 25% della popolazione, comportano il 30% degli accessi al General Practitioner (GP), sono causa di oltre 10.8 Milioni di giornate di lavoro perse, richiedono il 25% degli interventi chirurgici ed hanno un costo per la Sanità di 4.76 Mdi di UK£.
I numeri del SSN, non altrettanto facilmente accessibili, sono con ogni probabilità analoghi.
Fra le cause, oltre alla traumatologia, le condizioni reumatologiche e degenerative a carico delle strutture muscoloscheletriche (artrosi) ma anche le disfunzioni da sovraccarico legate agli stili di vita.
Molto si discute sulle cause eziopatologiche di tale condizione e sulla evoluzione clinica dei quadri disfunzionali2. In questa sede tuttavia vorrei ricordare la relazione fra dolore e disfunzione3: come cioè ad un quadro doloroso si associ una alterazione degli schemi motori4 – in genere in senso autoprotettivo5 – con “postura antalgica”, “compensi funzionali” che spesso degenerano fino a favorire l’insorgere di ulteriori disfunzioni.
Come ricordato da Hodges6,7, l’interruzione del “circolo vizioso”, attraverso la riduzione del dolore, costituisce il primo obiettivo dell’intervento riabilitativo.
La laserterapia di bassissima potenza, ampiamente validata per questo genere di quadri algico-disfunzionali8 sui quali anche la agopuntura ha ottime evidenze, ormai storiche, di efficacia9 potrebbe essere una utile risposta.
L’idea, a partire dalla intuizione del Dr. Baratto che, con i suoi collaboratori del Centro di Bioingegneria della Colletta (ASL 3 Genovese – Osp.le La Colletta – Arenzano – Genova), aveva realizzato la prima versione del dispositivo, è stata allora quella di utilizzare la laserterapia di bassissima potenza con protocolli che mediano le teorie agopunturali in modo da poterne consentire la applicazione anche da parte di operatori sanitari formati alla Medicina Occidentale10.
Il corso degli approfondimenti volti a comprendere i meccanismi coinvolti sono stati fra l’altro ben sintetizzati11.
Il primo dispositivo era stato validato sia in clinica che in laboratorio: il modello murino aveva sostanzialmente consentito di escludere l’effetto “placebo”12 e le osservazioni ecografiche ed algometriche13 avevano consentito di correlare il dolore alle alterazioni dei tessuti molli ed osservare come la stimolazione periferica con laser di bassissima potenza potesse favorire una “restitutio ad integrum” dello stato dei tessuti molli14.
Le evidenze, pur nella aleatorietà di quadri clinici non totalmente sovrapponibili, avevano confermato la capacità di ridurre in maniera significativa il quadro algico e disfunzionale in tempi brevi. Tale capacità veniva confermata da osservazioni multicentriche. Io stesso ho avuto modo di verificarne l’efficacia15 sottolineando il sovrapporsi di un beneficio antalgico al recupero funzionale.
Di particolare interesse, a sottolineare quanto già osservato16, in molti casi il dolore muscoloscheletrico, particolarmente quello a carico della colonna (lombare, ma anche e soprattutto cervicale) si associa a deficit posturali e di equilibrio fino alla “somatosensory vertigo”, probabilmente fra le cause epidemiologicamente più rilevanti della caduta dell’anziano. Da ciò gli studi mirati ad una possibile strategia di individuazione e trattamento dei disturbi dell’equilibrio17,18.
L’applicazione della metodica richiedeva peraltro un notevole sforzo ad adattarsi a schemi applicativi non immediati né si poteva richiedere all’operatore sanitario una preparazione specifica. E’ perciò a mio parere benvenuta la disponibilità di una versione aggiornata del dispositivo che, attraverso una interfaccia funzionale, consente una maggior fruibilità di questa metodica che può ben inserirsi sia in un generico protocollo di riabilitazione, sia in un più specifico progetto di prevenzione del rischio di caduta.

1 https://www.england.nhs.uk/ourwork/ltc-op-eolc/ltc-eolc/si-areas/musculoskeletal/ (accesso in data 11/7/2017)
2 Travell JG, Simons DG. (1983) Myofascial pain and dysfunction. The trigger point manual, the upper extremities. Vol 1. Baltimore: Williams & Wilkins
3 Lund JP, Donga R, Widmer CG, Stohler CS. The pain-adaptation model: a discussion of the relationship between chronic musculoskeletal pain and motor activity. Can J Physiol Pharmacol. 1991 May;69(5):683-94
4 Maihöfner C, Baron R, DeCol R, Binder A, Birklein F, Deuschl G, Handwerker HO, Schattschneid
5 Hodges PW, Tucker K. Moving differently in pain: a new theory to explain the adaptation to pain. Pain. 2011 Mar;152
6 P.W. Hodges: Changes in Motor Planning of Feedforward Postural Response of the Trunk Muscles in Low Back Pain. Exp Brain Res 2001
7 Hodges PW. Pain and motor control: From the laboratory to rehabilitation. J Electromyogr Kinesiol. 2011 Apr;21(2):220-8
8 Chow RT, Johnson MI, Lopes-Martins RA, Bjordal JM Efficacy of low-level laser therapy in the management of neck pain: a systematic review and meta-analysis of randomised placebo or active-treatment controlled trials Lancet. 2009 Dec 5;374(9705):1897-908
9 Melzack R. Acupuncture and musculoskeletal pain. J Rheumatol. 1978 Summer;5(2):119-20
10 Gallamini M, D'Angelo G, Belloni G. Biolite: A Patented Ultra-Low-Level Laser-Therapy Device for Treating Musculoskeletal Pain and Associated Impairments. J Acupunct Meridian Stud. 2015 Aug;8(4):167-74
11 Baratto L, Calzà L, Capra R, Gallamini M, Giardino L, Giuliani A, Lorenzini L, Traverso S. Ultra-low-level laser therapy. Lasers Med Sci. 2011 Jan;26(1):103-12
12 Giuliani A, Fernandez M, Farinelli M, Baratto L, Capra R, Rovetta G, Monteforte P, Giardino L, Calzà L. Very low level laser therapy attenuates edema and pain in experimental models. Int J Tissue React. 2004;26(1-2):29-37
13 Baratto L, Capra R, Farinelli M, Monteforte P, Morasso P, Rovetta G. A new type of very low-power modulated laser: soft-tissue changes induced in osteoarthritic patients revealed by sonography. Int J Clin Pharmacol Res. 2000;20(1-2):13-6
14 Baratto et al. Modificazioni del tessuto connettivo lasso indotte da stimoli laser a bassissima potenza Proceedings 1° Congresso Nazionale SIAMOC 2000; 3.16.
15 Scocchi M, Benevolo E, Bruzzone M, Monteforte P. Impiego di una sorgente laser a bassa po
16 Ruhe A, Fejer R, Walker B. On the relationship between pain intensity and postural sway in patients with non-specific neck pain. J Back Musculoskelet Rehabil. 2013;26(4):401-9
17 Bergamaschi M, Ferrari G, Gallamini M, Scoppa F. Laser acupuncture and auriculotherapy in postural instability--a preliminary report. J Acupunct Meridian Stud. 2011 Mar;4(1):69-74
18 Gallamini M. Treating balance disorders by ultra-low-level laser stimulation of acupoints. J Acupunct Meridian Stud. 2013 Apr;6(2):119-23


Un nutrito gruppo composto da 37 tra medici, infermieri, assistenti di trattamento estetico e componenti dello staff amministrativo della svedese Citadellkliniken di Malmoe, clinica privata specializzata nella chirurgia estetica e plastica, hanno visitato la Casa di Cura Villa Montallegro, scelta nel panorama delle altre case di cura italiane per l’eccellenza delle prestazioni.
L'educational, che è durato alcune ore, ha comportato incontri con la Direzione sanitaria di Montallegro e con il professor Pier Luigi Santi e il dottor Francesco Filippi, due professionisti che da tempo collaborano con Montallegro nell’ambito della chirurgia plastica e ricostruttiva.
Gli ospiti hanno visitato i piani di degenza, le sale del modernissimo blocco operatorio, il centro diagnostico e il reparto di fisiokinesiterapia.
Tutti si sono detti favorevolmente impressionati dall’alto livello qualitativo della struttura di Montallegro e hanno proposto allo staff che si occupa di chirurgia estetica nella Casa di Cura genovese di ricambiare l'ospitalità, andando a visitare la loro clinica per un'ulteriore condivisione di esperienze professionali.

Nella foto un gruppo degli ospiti svedesi in visita al blocco operatorio di Montallegro

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