Abbiamo incontrato il professor Matteo Formica, direttore della Clinica Ortopedica dell’IRCCS Ospedale San Martino e specialista in chirurgia ortopedica con particolare riferimento alla chirurgia vertebrale e protesica di anca e ginocchio, presso Villa Montallegro, dove da anni opera in libera professione. Con lui abbiamo affrontato alcune delle domande più frequenti tra gli sportivi che desiderano riprendere l’attività fisica dopo un infortunio all’anca e un eventuale intervento protesico.

– Dopo un intervento all’anca, è possibile tornare a fare sport?
«Certamente. Il recupero dell’attività sportiva è un obiettivo primario e realistico per chi si sottopone a un intervento di protesi d’anca. Le moderne tecniche e i materiali protesici consentono un ritorno efficace all’esercizio fisico, prevalentemente a livello amatoriale, ma in selezionati casi anche agonistico, come dimostrano esempi di atleti professionisti tornati a competere ad alti livelli dopo l’intervento».

– Quali sono i tempi di recupero per uno sportivo non professionista che ha subito un intervento all’anca?
«La ripresa sportiva post-protesi d’anca richiede un’adeguata riabilitazione incentrata sul rinforzo della muscolatura peri-protesica, elemento cruciale per la funzionalità dell’impianto. Un periodo di fisioterapia e riabilitazione ben strutturato, della durata di circa un mese e mezzo o due mesi, è fondamentale. Successivamente, dopo circa due mesi dall’intervento, è possibile iniziare una graduale ripresa dell’allenamento in campo, per poi tornare a una condizione atletica ottimale generalmente entro tre o quattro mesi».

– Per uno sportivo, quali sono le principali differenze tra un intervento di protesi d’anca e un intervento di protesi al ginocchio, in termini di tempi e modalità di recupero?
«Le differenze anatomiche tra anca e ginocchio influenzano il recupero. L’anca, con la sua maggiore stabilità intrinseca e la protezione offerta dai tessuti molli, tende a consentire una ripresa leggermente più rapida rispetto al ginocchio. Quest’ultimo, per la sua natura più superficiale, può richiedere una ripresa post-operatoria più graduale e talvolta comportare qualche disturbo transitorio. Pertanto, per il ritorno all’attività sportiva dopo una protesi di ginocchio, si consiglia un periodo di recupero leggermente più esteso, intorno ai tre mesi».

– Lei ha scelto Montallegro come sede per la sua attività libero professionale. Quali vantaggi offre una struttura che integra diagnostica, sala chirurgica e fisioterapia – oltre a specialisti qualificati – per il percorso di recupero di un paziente?
«L’integrazione di diverse competenze specialistiche in un’unica struttura rappresenta un vantaggio considerevole. Un percorso riabilitativo efficace dopo un intervento di protesi – all’anca o al ginocchio – non può prescindere da un approccio multidisciplinare che comprenda la riabilitazione fisica, eventualmente in ambiente acquatico e palestra, guidata da professionisti esperti. La disponibilità immediata di servizi diagnostici e la collaborazione tra specialisti, come avviene in Montallegro, ottimizzano il percorso del paziente, garantendo recuperi funzionali ottimali».

– Cosa rappresenta per lei lavorare in Montallegro?
«Montallegro rappresenta per me un ambiente di lavoro ideale sotto molteplici aspetti. Oltre a un legame affettivo di lunga data, apprezzo particolarmente la serenità, l’organizzazione e il supporto che la struttura offre tanto ai professionisti quanto ai pazienti.  Come già accennato, la possibilità di garantire ai pazienti un percorso completo e agevole, dalla visita specialistica agli esami diagnostici fino alla riabilitazione, è per me un elemento di grande valore e contribuisce a rendere l’ambiente lavorativo particolarmente positivo».