In vista del sesto congresso dell’Associazione Andrologi Italiani (AssAI) dal titolo “Sfide in Andrologia e Salute Sessuale”, che si terrà il 28 e 29 marzo negli spazi di TSV (Torre San Vincenzo, 23esimo piano), abbiamo incontrato in Montallegro il dottor Aldo Franco De Rose, presidente dell’AssAI. Il congresso analizzerà gli esiti della chirurgia andrologica in diretta eseguita in Montallegro a ottobre, con focus su tecniche e risultati. La seconda giornata tratterà la salute sessuale, con sessioni sull’apprendimento chirurgico per anomalie genitali (pene e uretra) e sulla chirurgia ambulatoriale in anestesia locale per tali correzioni.

Per presentare questo importante appuntamento, abbiamo chiesto al dottor De Rose un aggiornamento sulla sua attività, dalle sfide andrologiche alla chirurgia in diretta a Montallegro. Ricordiamo che nel maggio 2023, proprio in Montallegro, il dottore De Rose ha eseguito per la prima volta al mondo l‘impianto di una protesi peniena tricomponente in anestesia locale. Dal 2022 a oggi, De Rose ha già impiantato 16 protesi peniene in Montallegro e altri tre interventi sono previsti nel prossimo aprile. Numeri che fanno di Montallegro un centro di riferimento in Liguria – non solo a livello privato – per questa tipologia di interventi.

«Montallegro si è affermato come un polo di riferimento, non solo per la Liguria, soprattutto considerando la limitata diffusione di questa chirurgia nel pubblico. Il congresso sarà l’occasione per avanzare una proposta concreta: auspichiamo che le regioni valutino la possibilità di riconoscere questi interventi anche in regime privato, con un sostegno economico (indiretto) almeno per i costi elevati delle protesi, circa € 8.000. Il mio impegno è sensibilizzare su questa necessità, poiché un approccio di chirurgia integrata, già consolidato in altri ambiti medici, potrebbe apportare benefici significativi anche in questo specifico campo. È fondamentale riconoscere che la protesi non costituisce un vezzo, bensì una reale esigenza clinica. Negare la cura ha conseguenze serie sulla sfera relazionale e di coppia. Possiamo offrire trattamenti parziali per patologie tumorali, ma rischiamo di compromettere la loro vita intima e dunque psicosociale».

Aldo De Rose ha poi illustrato un’importante ricerca andro-oncologica di prossima pubblicazione internazionale.
«Nella mia pratica clinica, ho osservato e trattato pazienti con metastasi peniene da diversi tumori primari, quali il tumore del colon, del rene, della vescica e dell’uretra. Ho pertanto intrapreso uno studio regionale coinvolgendo tutte le urologie liguri per raccogliere dati sugli ultimi otto anni. Pur non essendo frequente, l’incidenza non è trascurabile. Personalmente, in Montallegro, ne ho trattati due casi in due anni. La nostra raccolta dati regionale conta circa trenta casi, un numero significativo che sottolinea un aspetto cruciale: in pazienti oncologici, la comparsa di dolore al pene deve destare immediato sospetto, potendo rappresentare un sintomo di metastasi. Un intervento precoce può consentire la rimozione della metastasi, preservando una vita sessuale completa; in caso contrario, si può giungere fino all’amputazione del pene. La tempestività dell’intervento chirurgico è dunque determinante per la salvaguardia dell’organo».

Tra i casi riportati, uno dei più particolari è stato trattato da De Rose proprio in Montallegro.
«Un caso emblematico, trattato proprio qui a Montallegro, ha riguardato un paziente affetto da infezione da Papillomavirus umano (HPV). È noto come l’HPV possa essere correlato a patologie del pene. Nel caso specifico, il paziente aveva sviluppato condilomi che si erano estesi alla porzione iniziale dell’uretra, dove queste lesioni possono evolvere in carcinomi squamocellulari uretrali. Dopo l’asportazione, l’analisi istologica ha rivelato un carcinoma uroteliale, una tipologia di tumore che tipicamente si riscontra nella vescica. Si tratta di un evento clinico estremamente raro, con pochissimi casi descritti in letteratura mondiale. Questa osservazione conferma che l’HPV non solo è coinvolto in tumori delle vie escretrici, ma può anche indurre una differenziazione epiteliale tale da generare un tumore con caratteristiche istologiche riscontrabili in tutto il tratto urinario, in un sito in cui ci si aspetterebbe un altro tipo di neoplasia. Ciò ribadisce l’aggressività potenziale dell’HPV verso le vie escretrici e la sua capacità di causare tumori con un profilo epiteliale peculiare».